L'inchiesta sulla marina
| Pubblicato su: | Il Regno, anno I, fasc. 26, p. 3 | ||
| Data: | 22 maggio 1904 |

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I democratici l'hanno desiderata, l'hanno voluta, anzi l'hanno imposta. Ora non la vogliono più. E perché? Per due ragioni: una di forma — confessata —; l'altra di sostanza — inconfessabile.
La prima è che l'inchiesta non è puramente parlamentare come essi volevano. Ma nessuno può sostenere che così com'è, con i pieni poteri, con dei popolarissimi nel seno, non possa compiere scrupolosamente la sua missione. Si tratta, dunque, di una scusa.
La vera ragione, infatti, è l'altra. I popolari sono molto veloci e prodighi ad accusare ma molto lenti e parchi nel provare. Essi debbono aver capito che un'inchiesta sulla marina, fatta pure con tutte le garanzie desiderabili, non porterebbe precisamente a confermare tutte le infamie che vomitano da un anno nei loro immondi giornali, e ch'essa uscirebbe più pura e più forte da questo esame.
Per Bettolo s'è già visto qualcosa di simile e i popolari non vogliono cadere per la seconda volta. Allora cercano di provocare la dissoluzione dell'inchiesta in modi indiretti, facendo una campagna formale nei loro giornali o cercando di provocare delle scomparse nella commissione.
Vedremo se il giuoco riuscirà. Intanto sarebbe bene che questo giuoco apparisse palese agli interessati. Ê tanto che si parla di onestà e di sincerità tra gli uomini rossi, ch'è bene tenerli d'occhio.
I peggiori ipocriti son forse quelli che fanno le campagne contro Tartufo.
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